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C’è un richiamo, a San Marco in Lamis, che attraversa gli oceani e scavalca i confini. È il richiamo del legno che scoppietta, dell’odore della resina e della luce calda che squarcia il buio del Venerdì Santo. Per chi è dovuto partire in cerca di fortuna, quel fuoco non è solo una tradizione: è il battito del cuore della propria terra che continua a pulsare, ovunque ci si trovi.
L’Associazione “Le Fracchie”, che da un decennio opera instancabilmente nel campo della formazione, della cultura e dell’inclusione, ha saputo dare un nome e una forma a questo sentimento profondo, dando vita a un’iniziativa unica: la “Fracchia dei Sammarchesi nel Mondo”.
Questa non è una Fracchia come le altre. È un monumento itinerante alla memoria e all'identità. È dedicata a tutti i sammarchesi emigrati che, ogni anno, compiono il loro "pellegrinaggio del cuore" per tornare a respirare l’aria di casa, per sentirsi di nuovo parte integrante di una comunità che non li ha mai dimenticati.
Tirare le corde di questa Fracchia particolare la sera del Venerdì Santo, non è un semplice sforzo fisico; è un gesto simbolico di una potenza straordinaria. In quelle funi che tendono verso la meta, si intrecciano le storie di chi è partito con la valigia di cartone e di chi oggi torna con i figli o i nipoti, per mostrare loro dove tutto è iniziato.
L’emozione che si prova nel trainare la "Fracchia dei Sammarchesi nel Mondo" è indescrivibile. Tra la folla che osserva e il fumo che avvolge il corso, il tempo sembra fermarsi. In quel momento, chi vive in America, in Australia o nel Nord Europa, non è più un "emigrato", ma torna ad essere un figlio di San Marco.
Lo spirito dell’Associazione emerge proprio qui: nella capacità di rendere la Fracchia uno strumento di accoglienza pura. Il calore della fiamma diventa il calore dell’abbraccio della comunità che accoglie i suoi figli "lontani", ricordando loro che, finché ci sarà una Fracchia accesa, ci sarà sempre un posto dove tornare.
L’Associazione “Le Fracchie” continua così la sua missione di divulgazione e inclusione, ricordandoci che la nostra tradizione è un patrimonio universale. La "Fracchia dei Sammarchesi nel Mondo" è il ponte di fuoco che unisce il passato al presente e il paese a chi lo porta nel cuore a migliaia di chilometri di distanza.
"Vederli tornare e prendere posto alle funi è per noi il premio più gratificante. In quel gesto c'è tutta la forza delle nostre radici. È il fuoco che non si spegne mai, perché alimentato dall'amore per la propria terra."
Anche quest’anno l’Associazione ringrazia per la preziosa e generosa collaborazione il maestro fracchista Emanuele Malizia e suoi collaboratori, che credono fermamente in questo progetto e che saranno felici di accogliere il 3 aprile prossimo quanti vorranno unirsi per trainare la fracchia per illuminare il cammino della Madonna Addolorata.
Invitiamo dunque i Sammarchesi emigrati, i loro figli e nipoti, a tornare quest’anno a San Marco per partecipare ai riti della Settimana Santa del paese da protagonisti e non da semplici spettatori.
Unico requisito richiesto:
Età maggiore di 15 anni e origini familiari di San Marco in Lamis.
P.S.: In caso di partecipazione di minori, sarà richiesta una liberatoria firmata dai genitori.
Per partecipare, invia una mail con i tuoi dati (nome, età e nazionalità) all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
Seguono le testimonianze di alcuni Sammarchesi nel mondo arrivati da Melbourne e da Chicago per tirare la fracchia dei sammarchesi nel mondo.

