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fracchia cartone

L’Associazione “Le Fracchie” di San Marco in Lamis comunica la chiusura dei lavori dell’Edizione Straordinaria del Concorso “Iorestoacasaefacciolafracchia”, iniziativa proposta per rivivere, in condizioni di quarantena per effetto della diffusione del Covid 19, l’esperienza di “costruire” la fracchia e sentirci, nonostante tutto, uniti nella condivisione di un rito che caratterizza la nostra comunità e ne costituisce l’identità storica, culturale e religiosa.

fracchia cartone

Tanto e forse troppo si è scritto in questi giorni sulla nostra città e su quanto sia successo, ma come si suol dire “fa più rumore un albero che cade che non una foresta che cresce”. La San Marco che abbiamo promosso e valorizzato in questi anni è fatta di persone intrise di sani principi e rispettose delle regole, attaccate alle proprie radici e tradizioni, consapevoli dell’emergenza che tutto il mondo sta vivendo.

A dimostrazione di ciò è stata la risposta entusiasta e corposa che i sammarchesi hanno dato al concorso #iorestoacasaefacciolafracchia” che ha visto la partecipazione di bambini, famiglie, scuole, sammarchesi fuori sedi e adulti di ogni fascia d’età che hanno inondato di foto i nostri profili social.

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SI entra oramai nel vivo della Settimana Santa e il silenzio assordante che ci circonda ci aiuterà probabilmente a vivere più intensamente e forse nel pieno senso evangelico gli eventi della Passione di Cristo. Quello a cui tutti i sammarchesi, forse, si sentono più legati è il momento dell'arresto e della condanna a morte di Gesù in cui la Madre perde le tracce del figlio e cade in un vuoto profondo che la disorienta e la strugge.

Ohissa1Quest’anno avevamo in serbo un nuovo gadget per l’evento tanto atteso della processione delle Fracchie! Dopo il porta fazzolettone in carta dell’anno scorso, questa volta l’idea è stata di una fantasiosa maestra pensata per il progetto, sostenuto dall'associazione, "Le fracchie, fuoco che unisce e accoglie": delle piccole cartoline artigianali su cui poter tirare una fracchietta ed un giovane fracchista. Da qui l’intuizione di una cartolina 3d che raccontasse il percorso delle Fracchie e allo stesso tempo il nostro paese: dall’Addolorata, a piazza delle Grazie, passando davanti alla Balilla e fino alla Chiesa Madre.

2020frPer noi sammarchesi di solito questo è il periodo in cui passeggiando per le vie del nostro paese si percepisce nell’aria l’arrivo della primavera, l’odore della legna appena tagliata, il tonfo de suo accatastamento, il rumore delle motoseghe e delle accettate che la modellano, le voci confuse e gli schiamazzi dei giovani che fino a tarda sera si intrattengono in vari quartieri per realizzare qualcosa di unico che da secoli si ripete e si rinnova: la fracchia.

La diffusione del COVID-19, che ormai vede coinvolto l’intero pianeta, ha richiesto eccezionali misure di prevenzione che hanno stravolto le normali abitudini e la vita sociale dei suoi cittadini. Per la nostra sicurezza dobbiamo stare a casa. Ormai si può uscire solo per esigenze lavorative o per motivi di salute e di necessità.

Tra ansie e prevenzione, i calendari di tutti gli eventi sono stati modificati o cancellati, così anche la Prefettura della Casa Pontificia ha comunicato che i riti della settimana Santa si svolgeranno senza la presenza dei fedeli. Quest’anno, forse per la prima volta nella storia, non si svolgerà nella serata del venerdì Santo la processione della Madonna Addolorata accompagnata dalle fracchie accese.

Un atto di devozione di un intero popolo verso la Vergine Addolorata che ora più che mai racchiude nel suo dolore di Mamma quello di tanti figli che muoiono e soffrono per un male invisibile e silente che colpisce e spaventa.

Anche se quest’anno non possiamo bruciare le fracchie per illuminare la via alla nostra Madonna protettrice, non mancheranno iniziative che, anche se in maniera simbolica, rafforzeranno quel senso di appartenenza ad una comunità che in esse si identifica e nella speranza che le loro fiamme ardino per distruggere la paura, per rinnovare la vita e per scaldarci con il loro calore.

Chiudiamo gli occhi, allora, e anche quest’anno “Il fuoco che unisce e accoglie” ci sarà e la sua luce ci aprirà alla speranza e alla certezza che uniti ce la faremo e torneremo ad abbracciarci.

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